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Casinò e bitcoin: i primi passi nel Regno Unito per utilizzare le monete virtuali

A partire dalla fine del mese di ottobre, sulla base di quanto è stato annunciato dalla Gambling Commission britannica, vi sarà la possibilità di utilizzare le cosiddette valute digitali (bitcoin) nei casinò autorizzati. Questo è quanto si apprende dal recentemente aggiornato License Conditions and Codes of Practice nel quale, per la prima volta, si contempla la possibilità di utilizzare, oltre che i contanti, anche mezzi equivalenti come le valute digitali, le carte di debito, gli assegni e i bonifici bancari.Quindi, all’attuale stato delle cose, è proprio il Regno Unito ad essere stato il primo degli enti regolatori nell’attuazione delle condizioni dell’utilizzo delle valute digitali. Malta e l’Isola di Man si sono mosse per concedere le transazioni anche con le monete virtuali, anche se ad oggi non hanno ancora attuato tale opportunità.

i bitcoin casinoDunque, i casinò autorizzati, da quanto, appunto, è stato annunciato dalla Gambling Commission britannica, a far data dal 31 ottobre, concederanno l’utilizzo delle valute digitali.
Infatti, il License Conditions and Codes of Practice, il quale è stato aggiornato di recente, per la prima volta comprende, oltre alla possibilità dell’utilizzo di contanti, anche mezzi equivalenti, quali le valute digitali, le carte di debito, gli assegni e i bonifici bancari.
A fronte di tutto ciò, appare, pertanto, evidente come il Regno Unito, sia ad oggi uno tra i primi enti regolatori ad aver realizzato quanto è previsto dalle condizioni relative all’impiego delle valute digitali. Malta e l’Isola di Man per quanto riguarda l’accesso alle transazioni tramite le monete virtuali, pur avendo fatto i primi passi verso questa direzione, non lo hanno attuato ancora.

La maggior parte dei siti di poker e dei casino online sicuri che prevedono l’accettazione dei Bitcoin sono licenziati in Curacao, ove, però, i giocatori vengono ad essere lasciati soli e senza che vi possa essere nessuna possibilità di una azione da parte di quelle che sono le autorità licenziatarie, se dovessero sorgere delle controversie.

A fine luglio, tuttavia, per mezzo di una modificazione di quella che la IV direttiva antiriciclaggio, la commissione europea ha incominciato una riflessione volta ad andare a migliorare quelli che sono gli interventi per contrastare l’evasione fiscale, il riciclaggio e il terrorismo. In tali provvedimenti di modifica, la Commissione ha anche affrontato il tema degli exchanger e delle valute virtuali, in coerenza a quanto è stato approvato dal Parlamento Europeo il 25 maggio del 2016 a riguardo le valute virtuali.

La Commissione Europea, in pratica, sarebbe intenzionata a creare una sorta di database centrale ove si andrebbero a registrare gli indirizzi e le identità di ciascuno degli utenti di tutte le Cryto-valute tra le quali il Bitcoin.
Inoltre, ai sensi della direttiva antiriciclaggio, gli exchanger diventano soggetti obbligati, ma la normativa, richiede che gli exchanger devono essere in possesso di una autorizzazione da parte delle autorità nazionali.
Ulteriormente l’UE propone anche una modifica all’articolo 47. Gli Stati membri accomodano che gli uffici per riscuotere gli assegni, i cambiavalute, fornitori di wallet di custodia, fornitori di servizi di scambio tra le valute virtuali e valute fiat, e i prestatori di servizi relativi a società o trust, o siano registrati o ottengano una licenza e che siano regolamentati i prestatori di servizi di gioco d’azzardo.

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